Se fossi un vampiro
Se fossi un vampiro farei tremare con il mio strepitoso sorriso la maestra, i bulli del paese e la zia.
Se fossi un vampiro non andrei a scuola al mattino e mentre i miei compagni vengono interrogati schiaccerei un pisolino.
Se fossi un vampiro mi trasformerei in un fantastico pipistrello e svolazzerei impavido a destra e a manca, di notte, ovunque.
Se fossi un vampiro avrei un castello tutto mio al posto di dover condividere la cameretta con il mio fratellino.
Se fossi un vampiro accecherei tutti con il mio splendido pallore.
Se fossi un vampiro incanterei nazioni su nazioni apparendo e scomparendo con il trucco della nebbia.
Se fossi un vampiro scarterei i regali a Natale quando tutti vanno a messa.
Se fossi un vampiro mi farei fare dalla sarta della mamma un elegantissimo mantello.
Ma riflettendoci meglio, che senso avrebbe essere un vampiro se non ci si può nemmeno pavoneggiare guardandosi allo specchio?
Numeri da Re
1 12 moschettieri, 2 dei quali erano trionfanti, 5 contenti, 3 tristi e i rimanenti indecisi cavalcavano con i loro fulgenti cavalli in direzione del re Giorgio.
Il sovrano infatti li aveva convocati in 1 lampo tutti e 12 nove mesi prima per invitarli a gran voce a presentarsi a palazzo 8 mesi e trenta giorni dopo.
E così il 5 febbraio alle 8 in punto, non un minuto di più, non 7 minuti di meno con un discorso della durata di 3 giorni spiegò loro il motivo delle sue preoccupazioni: Sua maestà desiderava festeggiare il suo 92° compleanno e tutti loro avrebbero dovuto far la guardia alle 1.200 torte preparate per l’occasione.
Re Giorgio decise quindi di fare una prova per essere sicuro dell’abilità e della lealtà dei moschettieri.
Fece cucinare dai suoi 358 cuochi baffuti e 460 cuochi barbuti 1.200 magnifiche torte a 25.000 strati di pan di spagna con all’interno 6.000 quintali di crema e 5.000 scaglie di cioccolato, guarnite con tutti i 43.000 frutti del pianeta terra e ricoperte da 34 quintali di glassa rosa. L’ingrediente segreto era presente in quantità di 7 grammi.
Ognuno dei 12 moschettieri si occupò di 100 torte e si dispose a difesa sguainando spade sfavillanti.
Dopo 8 minuti il giullare Ottavio Zaccagni in 88 mosse con 8 palloncini creò un esercito di 880 8volanti che gira e rigira portarono scompiglio e stupore a palazzo. Salirono tutti a bordo.
Si intravedevano teste di cortigiani all’ingiù, teste all’insù, teste scompigliate, teste vuote, teste rosse e teste calde. Nessuno in quel momento sembrava avere la testa altrove. Ottavio nel frattempo era sgattaiolato nell’ala opposta del palazzo.
In3pido stava già per affondare la faccia nella crema chantilly della torta numero 840 quando l’ottavo moschettiere all’improvviso si voltò e con 1 zig zag della spada a tutte quelle teste aggiunse una testa mozzata. Il giardiniere Luigi De Bernardi, funambolo per passione, si protese dall’alto della sua corda per afferrare 21 chicchi di cioccolato.
Il profumo di glassa lo inebriò a tal punto che capi in 90 batter d’occhi i misteri del cosmo, dell’amore e del vento. Stava tentando di indovinare l’ingrediente segreto quando in estasi, 3mante, scivolò e si schiantò al suolo in una smorfia bellissima mai vista prima.
Dopo 960 giorni Armando Tasselli, l’evaso più temuto del regno, era riuscito a scappare dalle prigioni ma alla vista di tali delizie ebbe 390 giramenti del capo e svenne al giramento numero 250.
Riaprì gli occhi in una cella nuova di zecca a 7.800 km dalle torte. Suor Genziana, la più furba, con il suo ac100 esotico, da 67 anni non aspettava altro che quell’avvenimento e aveva escogitato 500 piani all’anno per filo e per segno. Decise di provare con il 32esimo, molto simile agli ultimi 45 tranne che per 130 particolari. Pareva funzionasse, aveva un pezzetto di kiwi quasi sulla punta della lingua ma Suor Fiorella fece la spia e le guardie la portarono via.
La Regina Malvasia che amava Re Giorgio alla follia cercò fino all’ultimo di rispettare il suo volere ma proprio non resisteva a farsi un bagno in quei 67 fiumi di cioccolato. Scongiurò suo marito in 3.400 lingue, lo implorò con 400 baci, lo pregò con 345 occhiolini, gli fece 6.000 serenate ma nulla: il sovrano non voleva cedere nemmeno alla sua amata.
Malvasia ebbe il broncio per un po’ ma poi in 3 baleni i due sovrani fecero la pace….
Ricapitolando furono 2.400 i tentativi di 507 cortigiani del re di raggiungere almeno 3.700 mirtilli cremosi, 67 rivoli di cioccolato fondente al 1.000 per 100 e 24 chicchi di caffè. Nemmeno una ciliegina sulle torte fu toccata. Missione compiuta per i 12 moschettieri del re che festeggiarono alzando 78 calici di vino rosso, 78 di vino bianco e 78 di cedrata. Il sovrano orgoglioso diede a ciascuno di loro 4.500 medaglie e sorrise contento mostrando i suoi 3 denti. Si preparava finalmente a celebrare il suo compleanno il 29 di quel mese, dimenticandosi che quell’anno febbraio aveva solo 28 giorni.